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Via degli acquedotti da Asciano a Lucca

23 Maggio @ 09:00 - 19:30

Informazioni sull'escursione

Classificazione: E
Dislivello: 700 m
Tempo di percorrenza: 7 ore
Mezzo di trasporto: Auto proprie + treno
Capi Gita: Roberto Fiorio, Maria Cristina Giorgi
Contatti: fiorio.roberto@libero.it
Attrezzatura:
Documenti Utili: Note operative partecipanti: Scarica note pdf e Modulo di autodichiarazione: Scarica modulo pdf

Descrizione

L’escursione ci porta alla conoscenza degli acquedotti che nel passato, e per una parte tuttora, hanno fornito acqua alle città di Pisa e di Lucca. Si parte da Asciano passando per il Cisternone, e scavalcando il Monte Pisano si arriva e all’acquedotto Nottolini e alle parole d’Oro. La stazione ferroviaria vicina ci permetterà di prendere il treno per tornare alle auto.

Attenzione: I partecipanti devono tenere presente, e organizzarsi conseguentemente, che il ritorno avverrà con il treno dalla stazione ferroviaria di Lucca con arrivo alla stazione di San Giuliano Terme o Pisa.

Cenni storici

Dopo la dismissione dell’acquedotto che in epoca romana portava l’acqua dalla località Caldaccoli, per più di 1000 anni Pisa utilizzò per i propri bisogni, acqua insalubre prelevata da pozzi. Per ovviare a questo problema Cosimo I de’ Medici fece iniziare la progettazione di una condotta sotterranea per portare l’acqua a Pisa dalle fonti di Asciano Pisano. Il progetto non dette buoni risultati per cui su iniziativa di Ferdinando I de’ Medici si optò per un progetto ad archi più costoso ma più funzionale. I lavori terminarono nel 1613 sotto Cosimo II de’ Medici. Fu attivo per tre secoli e perse di importanza nel 1925 quando fu aperto il nuovo acquedotto di Filettole. L’ultimo uso conosciuto fu durante la seconda guerra mondiale.

Anche Lucca per secoli si servì di pozzi per l’approvvigionamento di acqua. Durante il periodo illuminista si fece strada la convinzione di dover costruire, per motivi di igiene, un nuovo acquedotto. Nel 1732, Giuseppe Natalini, fece uno studio per prelevare l’acqua da Badia di Cantignano, ma per diverse ragioni i lavori non presero mai realmente il via. Solo nel 1822, Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, deliberò la costruzione dell’acquedotto e fu incaricato per tale compito il regio architetto Lorenzo Nottolini. I lavori iniziarono nel 1823 e terminarono nel 1833. Oggi l’acquedotto è ancora architettonicamente integro ma non è più utilizzato. L’acquedotto è stato progettato per portare l’acqua a Lucca mediante due percorsi separati. Uno di questi è quello dalla serra Vespaiata che viene chiamato “Alle parole d’oro” perché la gente aveva scambiato per oro le lettere di ottone che ricoprivano una iscrizione scolpita nella pietra sopra un piccolo ponte.

Percorso dell’escursione

Dalla chiesa di Asciano si sale fino ad incontrare “Il Cisternone” costruito nel 1695 che permetteva il deposito di detriti presenti nell’acqua. Si percorre in salita la valle delle fonti fino ad arrivare alla “scarpa di Orlando” per continuare sul sentiero n. 117 fino a giungere alla foce Pennecchio (503 m). Da qui si continua sempre sul 117 fino ad incontrare la via Tobler che ci permette di arrivare a Campo di Croce (612 m). Da Campo di Croce il sentiero 124 ci porta sempre in discesa lungo il Fosso di Vorno, fino a Vorno. Si volta a destra verso la Pieve, si fiancheggia ed in salita si prosegue fino ad arrivare all’Osservatorio. Si supera e poche centinaia di metri dopo si prende a sinistra il sentiero in discesa 124 ben segnalato per arrivare alle Parole d’Oro. Qui ci vuole un po’ di sosta per ammirare l’ambiente e per qualche foto per poi uscire dall’area e voltare a sinistra verso le arcate dell’acquedotto Nottolini. Si scende in basso e si percorre l’acquedotto per tutta la sua lunghezza fino al Tempietto. Siamo ormai nei pressi della stazione ferroviaria di Lucca che dista poche centinaia di metri.

Dettagli

Data:
23 Maggio
Ora:
09:00 - 19:30
Categoria Evento:
Tag Evento: