Le conoscenze geografiche del CAI su sentieri, rifugi e bivacchi all’interno di OpenStreetMap

E’ questo il contenuto della convenzione stipulata tra Sodalizio e Wikimedia. Obiettivo promuovere le modalità di fruizione dell’ambiente montano da parte degli appassionati.

Il CAI e Wikimedia Italia hanno stipulato l’8 ottobre scorso una convenzione triennale per promuovere e migliorare le modalità di fruizione da parte del pubblico dei dati geografici relativi all’ambiente montano, favorendone così la divulgazione e l’utilizzo.

Entrando nel dettaglio il Sodalizio, attraverso la propria struttura operativa SOSEC, si è impegnato a inserire le informazioni geografiche relative ai percorsi escursionistici, ai rifugi e ai bivacchi all’interno del database OpenStreetMap, rendendole così consultabili da tutti in forma libera.

Di contro Wikimedia supporterà il CAI da un punto di vista informatico, mettendo a disposizione un server dove testare strumenti cartografici e informativi e le consulenze on line già attive nella comunità.

Documento: Convenzione Cai-Wikimedia Italia
Istruzioni: https://wiki.openstreetmap.org/wiki/CAI

 

APPROFONDIMENTO

articolo tratto da MONTAGNE 360 – Dicembre 2016
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CAI e Wikimedia/OpenStreetMap Italia hanno sottoscritto una convenzione
per mettere le conoscenze e le competenze dei Soci a disposizione della piattaforma cartografica

di Alfredo Gattai, Alessio Piccioli, Marco Barbieri, Michele Zanolli, Luca Galuppini, Simone Cortesi

Avete presente quelle compagnie di amici dove due flirtano un po’, si fanno gli scherzi e gli altri si chiedono: «Ma com’è che quei due non si mettono insieme?» Già… come mai il CAI che promuove l’alpinismo, la conoscenza della montagna, l’escursionismo, il tutto senza fini di lucro e Wikimedia Italia, che promuove nel nostro Paese  OpenStreetMap e Wikipedia e diffonde la conoscenza in forma libera, non fanno qualcosa insieme? È quello che da qualche anno a questa parte in molti si chiedevano, sia all’interno delle due associazioni, sia all’esterno. «All’interno della comunità OpenStreetMap», commenta Simone Cortesi che è uno dei fondatori del progetto geografico e tesoriere dell’associazione, «questa unione era una mossa chiara e auspicabile da tempo. Da amante della montagna, ho sempre stimato il lavoro del CAI: questa collaborazione testimonia in modo tangibile la spinta innovatrice di una istituzione che rappresenta un pezzo importante della storia e della cultura italiana».  Per il CAI, con i suoi 150 anni di storia, è servito un po’ di tempo per comprendere le potenzialità offerte dagli strumenti digitali, ma quando i tempi sono stati maturi è sorprendente la rapidità (circa due mesi) con la quale si è proceduto a impostare la collaborazione. Ma cos’è OpenStreetMap? È una mappa di tutto il mondo costruita da una comunità di utenti volontari. Chiunque può partecipare e dare un contributo ad arricchirla, inserendo case, strade, sentieri, nomi, all’interno della banca dati geografica che sta dietro la mappa.La cosa bella di OSM è che i mappers – così si chiamano i volontari – che la costruiscono, sono frequentatori e conoscitori del territorio che mappano. In OSM si può inserire qualunque cosa esista sul terreno. Questo permette di creare una mappa ricca di contenuti, precisa e aggiornata.
In più, i dati di OSM sono Open Data: possono essere utilizzati da chiunque per creare mappe e servizi diversi, con il solo vincolo di citare la fonte.
Ora immaginate che tutto il CAI, con il proprio patrimonio di frequentazione e conoscenza del territorio montano, partecipi attivamente alla costruzione della mappa OSM. Ogni sezione potrebbe curare il territorio di propria competenza e partecipare alla creazione di una cartografia di montagna rilevata sul campo, quindi di elevatissima qualità, estesa a tutto il territorio nazionale. Per fare alcuni esempi legati alla montagna, i dati OSM sono già usati per le mappe del Club Alpino Austriaco (http://www.alpenvereinaktiv.com), per la mappa dei sentieri SAT del Trentino. Non mancano esempi anche nel Sud Italia, con il lavoro sulla penisola sorrentina portato avanti dai soci della sezione di Castellammare di Stabia. Ma come si è arrivati alla firma della convenzione tra CAI e Wikimedia Italia? Diversi gruppi di soci CAI, pratici di informatica e cartografia (alcuni per lavoro, altri per passione), stavano già inserendo dati come tracciati dei sentieri, segnaletica, rifugi all’interno di OSM e Wikimedia,
chi per poterne fruire immediatamente usando applicazioni sugli smartphone, chi per realizzare siti cartografici e stampa di cartine e chi addirittura per progettare e monitorare la manutenzione dei sentieri. Ognuno lavorava quasi senza sapere dell’altro, cercando di districarsi alla meglio. Nel corso della conferenza annuale organizzata dalla SOSEC (Struttura Operativa Sentieri e Cartografia) che si è svolta a Rimini lo scorso maggio, sono stati presentati proprio alcuni di questi progetti. La Società degli Alpinisti Tridentini (SAT) gestisce un proprio archivio di informazioni relative ai sentieri SAT del Trentino, che, attraverso la Commissione Sentieri, mantiene in continuo aggiornamento e arricchisce costantemente con nuova documentazione (nuovi sentieri, foto, descrizioni…). Le tecnologie utilizzate per “far girare il sistema” sono 100% Open Source e i dati geografici relativi ai tracciati dei sentieri sono pubblicati già da diversi anni sul sito ufficiale www.sat.tn.it e scaricabili da chiunque sotto forma di Open Data. Una delle ultime novità realizzate riguarda la pubblicazione online della nuova cartografia dei sentieri SAT (http://http://trentino.webmapp.it/) che presenta una mappa digitale di sfondo realizzata esclusivamente con dati liberi messi a disposizione da OSM e Provincia Autonoma di Trento. Lo strumento consente di navigare su tutto il territorio provinciale (anche con dispositivi mobili quali smartphone/tablet), interrogare i singoli sentieri e accedere alle informazioni di dettaglio, quali le difficoltà dei percorsi, i tempi di percorrenza e i profili altimetrici. Mappadeimontipisani.org è un progetto di cartografia condivisa promosso dalla sezione CAI di Pisa e realizzato grazie a una raccolta fondi dal basso. Il risultato è una mappa escursionistica in due versioni: una interattiva web e una stampata. La versione web è visitabile all’indirizzowww.mappadeimontipisani.org. La mappa di base e gli strati interattivi (sentieri e punti di interesse) sono stati realizzati con dati OSM che gli stessi volontari della sezione hanno contribuito a inserire, e che vengono aggiornati anche a fini di dati nei vari database open mantenuti da Wikimedia, quest’ultima si impegna tramite i suoi soci a facilitare questo processo aiutando il CAI con supporto informatico e formativo. Il tutto in forma volontaristica, in linea con lo spirito delle due associazioni. «Mi auspico vi sia un nuovo ciclo di collaborazioni», conclude Cortesi, «che porti a migliorare la sicurezza del vivere la montagna e il nostro grande patrimonio naturale diventi ancora più fruibile grazie alla digitalizzazione e alla facilità di condivisione». Si apre una nuova era dove il CAI e i frequentatori della montagna saranno ancora più vicini e più sicuri grazie alle nuove tecnologie e grazie alla diffusione della libera conoscenza. Il flusso di informazioni a disposizione del CAI per monitorare il territorio crescerà in maniera esponenziale, e soprattutto assisteremo a un salto di qualità senza precedenti nella cartografia escursionistica italiana, che avrà una diffusione impensabile fino a poco tempo fa.