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22 aprile 2017 • 1:30 : Sentiero dei Tomboli – Parco San Rossore – Migliarino – Massaciuccoli. Nell’ambito della Settimana nazionale dell’escursionismo

 

Informazioni sulla escursione

Dislivello: 8
Classificazione: T
Tempo di percorrenza: 5
Mezzo di trasporto:
Capi Gita: Paola Marras, Alberto Cozzi
Contatti:
Attrezzatura:

Descrizione dettagliata

Da S Piero a Grado a Tre Pini si attraversano prati e zone coltivate. Raggiunte le recinzioni del CISAM si segue in direzione della costa una strada sterrata che costeggia un bosco mesofilo a sinistra e campi coltivati a destra, dove c’è possibilità di osservare diversi uccelli, fra cui il gruccione, la rondine, la poiana e il gheppio.
Dopo circa 1 km, la prima parte boscata che si incontra sulla destra è importante perché e bordeggiata da un filare di peri selvatici di grandi dimensioni, che in aprile presentano spettacolari fioriture.
Ci si inoltra nel bosco allagato con frassini e ontani, a destra entro le recinzioni, a sinistra libero, al quale segue un bosco xerofilo su antiche dune, sia a destra che a sinistra, con lecci e pini grandi.
Poi il terreno si avvalla, iniziando con un bosco mesofilo ricco di farnie seguito da uno igrofilo con frassini, nel quale possiamo osservare la periploca greca, rara liana di tipo tropicale, relitto del terziario.
Si incontra ora un bivio: girando a destra e fatti altri 150m si va a sinistra (sentieri 002-006) lungo il fosso Cipollini e si può raggiungere la località Torretta Vecchia.
Andando dritti, sempre lungo la rete CISAM e svoltando poi a sinistra all’angolo ci si inoltra in una pineta con un bel sottobosco di fillirea, cisto, pungitopo e leccio fino ad incrociare la via Bigattiera che si imbocca svoltando a destra. A circa 50m dalla rete del CISAM troviamo un leccio secolare, dopo circa 500m arriviamo all’incrocio con via di Torretta e Vione di Pineta nel quale ci immettiamo svoltando a sinistra.
Il percorso è ora in pineta con sottobosco vario di mirto, lentisco, erica arborea, fillirea, alaterno, lecci . Oltrepassato Vione di Mezza Piaggia (via Pisorno) imbocchiamo un ampio sentiero pochi metri a destra del ristorante “Cacciatore”, che attraversa vari tagli di pini marittimi in zone un po’ umide che hanno favorito lo sviluppo di molti rovi. Si arriva dopo circa 1,5 km all’imponente leccio secolare in località “Capanne Bruciate”.
Si prosegue lungo il sentiero fino alla Riserva Oasi WWF Bosco di Cornacchiaia, il cancello principale dell’oasi si trova all’incrocio del sentiero con Via dei Porcari; lungo il sentiero ci sono alcuni pini secolari e alcune macchie ad orniello, specie di frassino diffuso dalle nostre parti negli ambienti collinari e piuttosto raro nel Parco, dove predomina il frassino ossifillo, più tipico delle pianure. Sempre sul sentiero che dal leccione secolare arriva al cancello di Cornacchiaia notiamo alaterno , mirto, prugnolo, Coronilla emerus e fitto sottobosco di pungitopo sotto le leccete. Lungo il percorso che dal cancello ingresso Cornacchiaia arriva alla sbarra su via Porcari c’è un bosco mesofilo, con farnie, pioppi, ontani e sottobosco con arbusti e alberelli di berretta del prete, sanguinella, biancospino. Superata la sbarra e la fattoria di Tirrenia si imbocca la strada a sinistra lungo il Nuovo Lamone sino in fondo nella zona delle idrovore: di fianco al canale dei Navicelli nei prati umidi si trovano la salicornia e l’ astro marino ai bordi di laghetti stagionali di acqua salmastra dove sostano numerosi uccelli (anatre, aironi cenerini, garzette, limicoli vari). Le zone umide salmastre nel Parco sono un pregio perché meno diffuse delle zone umide d’acqua dolce. Si prosegue su uno stradello lungo il canale dei Navicelli sino a raggiungere il ponte della strada fra Tirrenia e Livorno presso la foce del Calambrone.

Per maggiori dettagli consultare : Volantino_ Da San Piero a Grado al mare

Dettagli

Data:
22 aprile 2017
Ora:
1:30 - 10:59
Categoria Evento:
Tag Evento: